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lunedì 28 novembre 2011

Che amica sei*

Sono reduce da un weekend con due delle amiche più preziose che la vita mi abbia regalato. Un weekend fatto di molto sushi e molti dolci, tantissimo alcol, confessioni, risate e la consapevolezza che certi legami non si spezzano neppure dopo anni, si può stare lontane per mesi, ma sembra di non essersi mai lasciate. 
Quando stai così bene, quando ti circondano persone così belle, il resto non conta. Trovi il coraggio di tagliare i rami secchi, ti godi il sole primaverile della capitale, non ti preoccupi dei chili di troppo che ti stai regalando. Da domani si torna a regime, si smette di festeggiare e si ricomincia la vita vera. Ma voglio essere ottimista, voglio pensare che presto, nei primi mesi del nuovo anno al massimo, raggiungerò tutti i miei obiettivi. E' questa la potenza delle amiche.


mercoledì 23 novembre 2011

E allora io quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te

Ogni tanto torna la voglia di prendere il treno e venirti a dire in faccia quello che sento. Che non può andare così, non è giusto, non era quello che mi avevi promesso. Succede sempre quando non sto bene, quando sono stanca o stressata e avrei bisogno del tuo ottimismo e di un abbraccio fortissimo. Succede quando mi sbucano le foto dei tuoi viaggi e mi vedo camminarti accanto in città sconosciute. Succede quando qualcuno parla di te, casualmente, senza nemmeno accorgersi che ogni volta è una fitta al cuore. La verità me l'ha sbattuta in faccia una delle mie migliori amiche stasera: "non dire cazzate, non ti è passata per niente". Eppure credevo di essere impassibile. Credevo che bastasse non vederti e non parlarti per dimenticare. Non è così, se dopo quasi 9 mesi sono ancora in queste condizioni. E dire che ho fatto di tutto per cancellarti. Io ci ho provato a distrarmi, lo sai anche tu. Me l'hai detto tu che "sono sempre la solita", che appena mi hai mollato sono tornata la solita pazza che si annoia dei maschi a scadenza più o meno regolare. Si dà il caso che nessuno sia come te. Nessuno ha la tua sensibilità e intelligenza. Nessuno mi tiene la mano quando ho paura, nessuno mi rassicura che andrà tutto bene anche questa volta. Con nessuno fare l'amore è così speciale, con nessuno riesco a dormire perfettamente incastrata come due pezzi di un puzzle. Nessuno mi diverte quanto te. Poi stasera un'amica mi ha parlato di quel libro, quello che ci ha legati casualmente fin dall'inizio, quello che ho finito di leggere un giorno d'inverno dopo averti salutato. Era l'ultima volta che facevo quel viaggio, ma ancora non lo sapevo. Ho letto l'ultima pagina con una grande malinconia addosso, ti ho mandato un messaggino, ma ancora non lo sapevo. Che dopo pochi giorni sarebbe tutto finito, che dopo molti mesi avrei ricordato ogni momento di quella giornata, persino gli orecchini che indossavo, persino che tu ti ricordassi che la sera prima te ne avevo fatto scegliere un altro paio, che però non stava bene col colore della maglia. Ho questo vizio io, di ricordarmi i particolari inutili. Eppure sono proprio quelli che fanno più male. Perché adesso che mi sento sola, adesso che avrei bisogno della tua carica, io non riesco a smettere di pensarci. E vorrei solo stare tra le tue braccia, ascoltando De André con una sigaretta in mano. E ti direi "vorrei che mi guardassi sempre come in questo momento". E tu mi risponderesti "cerca di essere sempre come sei in questo momento". Bene, sai una cosa? Io lo sono, sono ancora come ero allora. Rifarei tutto dall'inizio, ti lascerei entrare nella mia vita ancora un milione di volte. Ma tu non ci sei più. So esattamente il momento in cui ti ho perso, l'ho letto sulla tua faccia. Ora però mi sembra di non aver bisogno di altro, che di te. Fa male, non immagini quanto, sapere che non si torna indietro. E tu guarda se per colpa tua devo rovinarmi uno dei momenti più importanti della mia vita.