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venerdì 11 novembre 2011

Libido e altre storie

A me mica l'aveva detto, il medico, che la mononucleosi porta anche un incredibile calo della libido. Che poi in fondo è meglio così, che di uomini appetibili all'orizzonte ce ne sono pochi. A parte lo sgrammaticato, che sabato sera mi si è dichiarato sul divanetto di una discoteca semivuota tentando di ottenere qualcosa facendomi bere. E niente, non la smetteva, nonostante io stessi chiacchierando con la mia amica e gli abbia spiegato chiaramente che no, non ce n'è, in questo periodo non ho proprio voglia di sentire nessuno. Ah, poi c'è il mio ex ragazzo che mi manda messaggi a doppio senso e insiste che devo andare a prendermi il mio regalo. Ma mica ho ben capito se mi prende in giro o fa sul serio. La teoria più accreditata è che, dato che sta perdendo capelli, ha bisogno di sicurezza. E ad ogni centimetro di stempiatura corrisponde l'aumento dell'aria da uomo che non deve chiedere mai. Le persone cambiano. Ma io preferisco non pensarci, perché mi sale il sangue al cervello. 
Nel frattempo l'Italia sta per cadere a rotoli, ma almeno ci stiamo per liberare di Berlusconi, che io odio e ho sempre odiato. In fondo, però, mi fa pena. E' pur sempre un uomo anziano che credeva di essere invincibile e sta perdendo tutto. Un po' come i matti dei film che credono di essere Napoleone. In fondo ho un cuore anch'io, basta solo saperlo scoprire.

domenica 6 novembre 2011

Ode to my family



Non ho più molte parole. Per la mia salute zoppicante, per i miei sentimenti non corrisposti, per l'assoluta precarietà del mio lavoro e la miseria della mia paga.
Per questa Italia, governata da una classe politica indegna, dove si muore per una perturbazione atmosferica e i più si indignano per il rinvio di una partita di calcio. 

Poi però ho parlato con un'amica. Una di quelle perle che capitano nella tua vita per caso e tu ti senti, nonostante tutto, fortunatissima. Le ho detto che mi piace il ragazzo che sta frequentando. E' carino, educato, simpatico, intelligente e rispettoso. E lei mi ha detto che potrebbero anche sposarsi, e che il mio posto da testimone è assicurato. Ho sorriso e mi sono commossa. 

Perché nonostante la vita sia spesso complicata e difficile, per fortuna esistono persone che ti stanno vicino. A prescindere dalle cavolate che fai, dallo stato in cui sei, dalle lacrime che versi. Loro si mettono lì, ti stringono la mano, ti offrono un aperitivo, ti lasciano parlare, ti fanno i capelli e ti truccano per farti sentire meglio. Sono queste persone che ti fanno pensare che la vita, nonostante tutto, è piena di cose belle degne di essere godute fino in fondo. 

E spesso mi scordo che di amiche - e di un amico - così ne ho più di quante potessi sperare. E' che ho una rumorosa famiglia allargata, due sorelle un po' fuori di testa, due genitori che mi hanno regalato un'educazione di cui vado fiera, due nipoti bellissimi, due cognati pazienti e disponibili. Quando penso che mi manca qualcosa di grande che non ho più, dovrei ricordarmi un po' più spesso del tesoro prezioso che ho. E che rimane nonostante i difetti, gli sbalzi d'umore e l'insoddisfazione.


venerdì 14 ottobre 2011

I conflitti interiori del 113

Un paio di giorni fa tornavo a casa percorrendo una superstrada (anzi un raccordo autostradale, che sembra faccia figo dirlo) e noto un tizio in bicicletta, con la busta della spesa appesa al manubrio, affaticato e barcollante. Talmente barcollante che per un attimo ho temuto si stesse per ribaltare e finire sotto una macchina. Così ho fatto quello che ho sempre sognato di fare: ho chiamato il 112. Già immaginavo i carabinieri che mi ringraziavano per il mio spiccato senso civico, che mi portavano ad esempio di cittadina responsabile che collabora con le forze dell'ordine. Invece, dopo almeno una ventina di squilli, al 112 non ha risposto nessuno. NESSUNO. Roba che se mi stavano per aggredire potevo stare fresca e lasciarmi ammazzare un paio di volte. 
Così ho chiamato il 113, dove una "gentile" signorina, prima ancora che potessi dire il problema, con tono scazzato mi ha passato la stradale. Finalmente qualcuno mi ha ascoltata, mi ha trattata con gentilezza e mi ha assicurato che avrebbero presto mandato qualcuno. 
Non sono certa che davvero siano venuti a controllare, ma ora mi sento un po' in colpa. E se l'uomo in bicicletta era un clandestino che hanno arrestato e rimandato in patria? E se aveva delle valide ragioni per imboccare in bicicletta una simil-autostrada? E se venisse a cercarmi per farmi del male?
Ma in fondo l'ho fatto per il suo bene, perché correva un serio pericolo. Non è vero? E voi cosa avreste fatto?

mercoledì 5 ottobre 2011

Di lavoro e di morte

Avrei voluto scrivere un post sull'assoluzione in appello per il delitto di Perugia, sugli italioti tutti magistrati e pronti a ridurre tutto ad una mera tifoseria da partita di pallone. 
Poi ho letto delle vittime del crollo di una palazzina a Barletta (Bat). Ho letto le solite lacrime di coccodrillo, ho letto ritratti commoventi di quattro donne e una ragazzina che sono morte tra quelle macerie, ho letto del sindaco della città che ha dichiarato di comprendere i datori di lavoro che avevano aperto un laboratorio di maglieria in uno scantinato non a norma. 
Per carità, loro hanno perso la loro figlia di 14 anni e quattro dipendenti. Per carità, loro davano lavoro, in nero, per 4 euro all'ora. Sempre meglio che morire di fame o piegarsi alla criminalità. Per carità, loro dichiaravano 10mila euro l'anno, ma sapete com'è, con tutte queste tasse è inevitabile aggiustare i conti.
Non importa se le norme di sicurezza non sono rispettate. Non importa se queste povere donne non avevano alcuna tutela: siamo tutti amici, volemose bene, l'importante è lavorare no?
Ci siamo talmente assuefatti a questo stato di cose, che non ci scandalizziamo nemmeno più se ci negano il lavoro, la dignità, le tutele salariali, le ferie, l'assistenza sanitaria, i contributi, la malattia, la maternità. 
Un Paese senza diritti è un Paese che non ha futuro.


La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. (articolo 4 della Costituzione italiana)

martedì 9 agosto 2011

Giornalismi estivi

Ho idee ben precise sul giornalismo italiano, ma esporle significherebbe costringere i malcapitati lettori a righe su righe di pippe interminabili. Così, come insegnano nelle più prestigiose scuole di giornalismo (in cui chiaramente non rientra quello che ho faticosamente frequentato), mi limiterò ad analizzare i trend di questa calda settimana. Basta aprire l'home page di un quotidiano online a caso, facciamo il Corriere, per restare colpiti come un pugno in faccia dall'ipocrisia e dalla pigrizia di certi scribacchini del nostro Belpaese. In apertura le rivolte che da tre giorni stanno agitando Londra, col bilancio provvisorio di un morto e 650 arresti. Immediatamente sotto uno spiraglio di ottimismo: la Borsa chiude in leggero rialzo e Wall Street apre in positivo dopo il tonfo di ieri. A destra un box con tanto di foto sulla presunta e chiacchierata storia tra la campionessa di nuoto Federica Pellegrini e il collega Filippo Magnini. Il Corriere, uno dei più venduti quotidiani italiani, spara che finalmente i due avrebbero "consumato" il loro amore trascorrendo 12 ore in un residence. E lo spara persino prima della cronaca nera, della giudiziaria, della denuncia del degrado intorno al Colosseo e di tante altre notizie senza dubbio di maggior interesse pubblico della love story fra due ragazzi. 
Francamente non capisco la tendenza della quasi totalità del giornalismo italiano a lasciarsi andare a chiacchiericci da bar piuttosto che raccontare e far capire in che condizioni si trova questo Paese. E ancora meno capisco quei pettegolezzi maligni e bacchettoni, secondo cui una ragazza di 23 anni, la Pellegrini, non sarebbe libera di baciare, fidanzarsi, mollare chi vuole. Cosa c'è di rilevante nel sapere chi si porta a letto una ragazza? Non sarà che, proprio perché donna, allora "non sta bene", mentre se fosse un uomo sarebbe considerato un dongiovanni, un latin lover, e probabilmente invitato in qualche salotto televisivo a sfoggiare le sue conquiste? Io non sono un'accanita ammiratrice di Federica Pellegrini, né seguo particolarmente lo sport. Ma qualche sera fa, raccontando un episodio capitatomi, mi sono trovata a dover rispondere al commento poco carino di un tizio decisamente poco gentile che s'è permesso di dire "possibile che hai tutte queste cose da raccontare, ma quanta gente ti sei passata?". Sono convinta di "essermi passata" molte meno persone di quanto qualcuno immagini. Ma se anche ne cambiassi uno a sera, non sarebbero solo affari miei? Perché, ancora nel 2011, una donna deve essere vittima dello stupido e antico pregiudizio della "poco di buono", mentre ad un uomo tutto è concesso? Sono cose che mi fanno arrabbiare non poco, sarebbe ora che questo Paese cambiasse e si adattasse ai tempi.

mercoledì 8 giugno 2011

Come on vote!


Non importa che tu sia di destra o di sinistra, che sia donna o uomo, che sia anziano. Su questo referendum abbiamo letto, visto, detto tutto e di più. Ministri che invitano a non votare, flash mob, concerti e sconti per chi si presenterà con la scheda elettorale timbrata. Io penso che l'Italia da un referendum è nata, e che grazie a questo strumento ha compiuto passi avanti notevoli. Votare è sempre un esercizio del proprio diritto/dovere di buoni cittadini. Non importa cosa voterai il 12 e il 13 aprile. E' importante andare a votare, per dimostrare che questo può ancora essere un grande Paese.

lunedì 30 maggio 2011

Di ballottaggi e dintorni


Il vento è cambiato e per la prima volta dopo molto recupero un minimo di fiducia nella politica e in questo meraviglioso Paese. Giuliano Pisapia, centrosinistra, è il nuovo sindaco di Milano. Luigi De Magistris, Idv, ha trionfato a Napoli. E io scrivo e guardo gli speciali sulle elezioni, sorridendo al nuovo corso. Spero che il centrosinistra non deluda gli elettori che hanno scelto di ribellarsi al berlusconismo e di dare una possibilità alle alternative. Io per una volta voglio crederci. Per ora sono entusiasta come quando l'Italia vinse i mondiali di calcio, 5 anni fa. Ma questo non è un gioco, questa è politica e avrà in mano il futuro dell'Italia.